LA GRIGNETTA (2177 mt)

 

 

Nel gruppo delle Grigne, la vetta meridionale, o Grignetta, e' sicuramente la piu'  "alpinistica" delle due, e presenta diverse possibilita' di salita, con frequenti cambi di paesaggio e scorci di tipo "dolomitico"; sui tanti pinnacoli e torrioni che contornano la cima principale si sono formate generazioni di alpinisti di livello assoluto (i "Ragni di Lecco" qui sono di casa) e tuttora frotte di arrampicatori popolano i contrafforti di questa bellissima montagna. La base per la salita e' al Pian dei Resinelli, a circa 1300 metri di quota, raggiungibili da Niguarda in poco piu' di un' ora di auto: seguendo la statale 36 fino a Lecco, si imbocca poi la strada per la Valsassina, e appena passato il centro di Ballabio si svolta a sinistra, in direzione appunto del Pian dei Resinelli, che si raggiunge dopo una ventina di minuti di strada "a tornanti" (ce ne sono ben 14!). 

Le prime guglie della Grignetta, nel tratto iniziale del sentiero

 

Antonella, agile come una gazzella, precede Filippide e Walterun (agili come dei trichechi) sulla scala del "caminetto Pagani"

Il "fungo", sulla destra, caratteristica formazione rocciosa, meta di arrampicatori

 

Alcuni dei bellissimi pinnacoli che si incontrano nella parte centrale del percorso, che segue a mezza costa la Grignetta 

Lasciata l’auto al parcheggio si prosegue a piedi, seguendo la strada; dopo circa cento metri (prima della chiesetta dove c’è anche una fontanella) si prende la strada che sale a destra e si cammina per una ventina di minuti su strada asfaltata, seguendo il cartello che indica l’"Altavia delle Grigne"; e' anche possibile fare questo tratto in macchina, ma a parte le considerazioni "etiche" che imporrebbero di non abusare dell' auto in montagna, rischiate poi di non trovare parcheggio;  finito il tratto asfaltato si supera l’alveo di una vecchia frana, e si prosegue fino ad un bivio, posto poco sopra in corrispondenza con la base del "canalone Caimi"; qui si svolta a sinistra, seguendo le indicazioni per la "direttissima al rifugio Rosalba". 

 

Il sentiero (visibile anche dalla base della camminata) sale senza strappi tagliando in diagonale il pendio; dopo essere saliti di circa 150 metri, svolta decisamente verso destra, seguendo il fianco della montagna, e prosegue a mezza costa; da qui si entra nella parte piu' divertente del percorso, procedendo per saliscendi fra le torri che adornano il versante sud-ovest della Grignetta, quello che guarda il lago. Il tracciato in alcuni punti diventa un po' piu' impegnativo, con frequenti passaggi tipo "ferrata" protetti da funi e catene, e in un caso, al "caminetto Pagani", anche un paio di scalette aiutano la salita; non diventa mai pero' troppo esposto, e se avete un minimo di pratica escursionistica non c' e' la necessita' di legarsi. 

 

Le indicazioni dopo il tratto a mezza costa: si procede sulla destra

 

Il canalone che sale verso la poderosa bastionata della vetta, che si aggira sulla destra

La discesa, aiutata da catene, di un ripido canalino poco prima di raggiungere la cresta Cermenati

 

Si procede nel canalone Angelina su salti di roccia. Non fatevi impressionare, non stiamo facendo il 6^ grado: e' la foto che e' un po' storta

Dopo la scaletta il sentiero alto e' interrotto (c' e' anche un divieto d' accesso appoggiato a terra) ed e' necessario scendere per un breve tratto, per poi continuare sempre a mezza costa; il percorso e' sempre ben segnalato, si prosegue oltrepassando il bivio che indica la discesa al "fungo", bellissimo e caratteristico torrione meta di arrampicatori, che rimane poco piu' sotto rispetto al sentiero. Poco dopo si incontra un altro bivio, che indica a sinistra per il rif. Rosalba, e a destra per l' "ago Teresita"; si segue quest' ultima indicazione entrando in un ampio canalone ( il Canale Angelina ), dove si sale verso gli imponenti bastioni che sorreggono la vetta principale;  

 

 

risalendo per salti di roccia si raggiunge la testata del canalone, e sotto le pareti della vetta si svolta verso destra; dopo aver disceso (con l’ausilio di catene) un canalino e risalito un crinale un po' ripido si perviene finalmente alla cresta, dove si incontra il sentiero "Cermenati", che utilizzeremo poi come via di discesa. Da questo punto, posto a circa 2000 metri, si svolta verso sinistra in direzione della cima, ormai visibile; ancora un tratto ripido, qualche salto protetto da catena sugli ultimi contrafforti, e nel giro di una ventina di minuti si arriva in vetta (piuttosto affollata durante tutto il periodo estivo) da dove si gode una bellissima vista sulla Valsassina e sul vicino Grignone, che se avete voglia ed energia potete raggiungere tramite l' "Alta via delle Grigne", che passa per l' appunto di qui.  Per l' intera salita, partendo dal parcheggio, mettete in conto circa 3 ore, in condizioni di allenamento medie (tenete conto che il nostro passo e' sempre piuttosto tranquillo). 

 

La vetta della Grignetta, con la caratteristica "astronave" piazzata dietro la croce.

In discesa lungo il sentiero "Cermenati", diretto a rapido ma piuttosto noioso; sullo sfondo si intravede Ballabio.

 

A differenza del Grignone, quassu' non c' e' nessun rifugio, e quindi se volete mangiare qualcosa dovrete portarvelo nello zaino; a fianco della classica croce c' e' invece il caratteristico "Bivacco Ferrario", soprannominato l' "astronave" a causa della sua forma bizzarra: e' infatti una specie di modulo lunare a pianta ottagonale, interamente di metallo, che puo' dar riparo a 6/8 persone. Dopo la sosta in vetta per riposare un po' le ossa e le frattaglie (dai Resinelli sono comunque 900 mt. di dislivello), si ridiscende per la stessa via fino al primo bivio; da qui noi abbiamo proseguito diritto, lungo la via "Cermenati", piu' breve e piu' facile, ma sconsigliabile per la salita in quanto completamente esposta al sole, e sicuramente meno bella e divertente di quella descritta; la via scende a pendenza abbastanza costante lungo il fianco della montagna, e in meno di due ore si torna al parcheggio.

 

NOTE:

Il percorso descritto non richiede una preparazione alpinistica specifica, ma soltanto un po’ d’abitudine ai tracciati esposti, e una certa dimestichezza con funi e scalette. Il periodo migliore per la salita secondo noi è l’autunno, anticipando le prime nevicate sulle cime; le giornate più fresche renderanno più agevole la salita,  il cielo sara' probabilmente più limpido, e sara' possibile ammirare per bene i più bei paesaggi delle prealpi lombarde.

In inverno la neve sconsiglia la salita a meno di non essere degli escursionisti esperti e un po’ spericolati; il sentiero infatti anche se non difficile risulta in molti tratti un po' esposto rendendo potenzialmente “fatale” ogni distrazione su terrenno ghiacciato o scivoloso. Non sempre consigliabile è la salita in primavera; si rischia infatti di trovare ancora del ghiaccio nelle zone in ombra. In piena estate invece le giornate torride (se proprio volete partite almeno di prima mattina) e il notevole afflusso di gente rendono meno divertente la salita e la sosta in vetta.

(*) Qui trovate una bella mappa della Grignetta, con il tracciato delle diverse vie di salita.

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