I LAGHI E LA PUNTA DI ERCAVALLO (dal rif. Bozzi)
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Bellissima escursione nella zona dell'alta Valcamonica, fra Ponte di Legno e il Passo Gavia, che prende le mosse dalla piccola frazione di Case di Viso, vicino al paese di Pezzo, sulla strada che porta al passo Gavia. La zona dell'escursione si raggunge da Niguarda in circa 3 ore percorrendo praticamente tutta la Valcamonica, raggiungibile tramite la A4 e poi proseguendo lungo il lago d'Endine, poco dopo Bergamo; noi però partiamo dal paese di Ossimo, che si trova già a metà valle, e ci mettiamo circa 1 ora e mezza. Poco dopo Ponte di Legno si svolta in direzione del Passo Gavia, e in corrispondenza del paese di Pezzo si svolta a destra; superato il paese una stretta strada asfaltata conduce fino all'incantevole frazione di Case di Viso, a circa 1750 metri, dove sono presenti dei parcheggi; il costo (2026) è di 5 euro al giorno. |
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La bellissima frazione di Case di Viso, base della camminata |
Resti di fortificazioni della prima guerra mondiale, nei pressi del rif. Bozzi |
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Attenzione perchè nelle giornate di grande afflusso (ad esempio intorno a ferragosto) la strada non è più percorribile
dopo le 10 di mattina (infatti noi arriviamo per le 9:30); è comunque disponibile un servizio navetta da Pezzo.
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Mauro e Walterun alla forcellina di Montozzo |
Gli splendidi laghetti di Albiolo, sotto i contrafforti del torrione di Albiolo |
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Visto l'affollemento all'ora di pranzo rimandiamo il check in e
proseguiamo per la vicina forcellina di Montozzo, ben visibile da qui,
circa 150 metri più in alto, dove ci fermiamo a mangiare un boccone; da
qui la vista si apre sul versante Trentino, sulla valle di Pejo e la
parte meridionale delle creste che contornano il ghiacciaio dei Forni,
spaziando dalla Punta S.Matteo fino al Monte Vioz. In queste zone sono
presenti diverse fortificazioni e testimonianze dei combattimenti
risalenti alla prima guerra mondiale (presso il rif. Bozzi è presente
anche un interessante museo, visitabile chiedendo le chiavi al
rifugista).
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Sul sentiero a mezza costa che collega il rif. Bozzi alla piana di Ercavallo |
Dalla
forcellina di Montozzo individuiamo, sulla pietraia a sinistra della
cresta che va verso sud un facile sentierino che conduce verso i
bellissimi laghetti di Albiolo, piccoli specchi d'acqua in ambiente
d'alta quota; qui siamo sotto la punta e il torrione di Albiolo, che
arriva a 2969 metri.
La cresta soprastante è anche percorribile tramite una ferrata che
collega la forcellina al passo dei contrabbandieri (da cui si può
proseguire verso il passo del Tonale); ci diranno poi in rifugio che
dovrebbe essere abbastanza "abbordabile", ma visto che non abbiamo
alcuna attrezzatura da ferrata non la prendiamo in considerazione, e
comunque decidiamo che per oggi abbiamo camminato a sufficienza.
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La mattina successiva ci svegliamo verso le 6:15, e il meteo si presenta subito con una bella nebbia; le previsioni però sono buone, e infatti poco dopo la nebbia comincia ad alzarsi e si preannuncia una bella giornata. Partiamo verso la zona dei laghi di Ercavallo, ma anzichè passare dalla forcellina di Montozzo decidiamo di percorrere il sentiero a mezza costa che parte dal rifugio direttamente verso la conca che ospita i laghi; il sentiero è un po' esposto, e con diverse frane lungo il percorso che lo rendono un po' pericoloso in alcuni punti, ed è necessario prestare la dovuta attenzione; dopo circa un'ora di cammino, poco prima della conca dei laghi, si devia verso destra seguendo il segnavia 17, segnalato da ometti di pietra e vernice, e si comincia a salire verso la punta di Ercavallo; la traccia per un primo tratto rimane sempre ben visibile e sale con gradualità, senza particolari difficoltà; poi in corrispondenza della piramide sommitale il pendio diventa un po' più ripido, e la traccia va un po' cercata, ma non ci sono particolari problemi (almeno in caso di tempo buono come abbiamo trovato noi). |
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I resti delle fortificazioni della prima guerra mondiale, sulla cresta apoca distanza dalla vetta |
Lo splendido panorama che si gode dalla Punta di Ercavallo, con i massicci di Presanella e Adamello sullo sfondo |
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In circa un'ora e mezza dalla deviazione si raggiunge la croce di vetta, a 3068 metri; anche in questa zona sono presenti baraccamenti e fortificazioni lungo tutto il percorso, e fa una certa impressione pensare al tipo di vita che erano costretti a fare i soldati della prima guerra mondiale, che passavano anche l'inverno (molto più rigido che ai giorni nostri) in alloggiamenti di fortuna, a 3000 metri senza riscaldamento. In vetta ci concediamo una sosta per mangiare qualcosa e per godere del panorama, che è veramente fantastico e abbraccia la parte meridionale del parco dello Stelvio, l'alta valle di Pejo e tutta l'alta Valcamonica, con vista sulla Presanella e sull'Adamello. Da qui si vede chiaramente anche l'altro percorso di salita alla cima, che passata la forcellina di Montozzo rimane a est della linea di cresta, e procede per tracce e sfasciumi fino a incrociare poco prima della vetta il nostro itinerario; le caratteristiche e la difficoltà sembrano analoghe a quelle che abbiamo trovato noi, come ci confermano alcuni escursionisti che incontriamo in vetta. |
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La piramide sommitale della Punta di Ercavallo, |
Mauro e Walterun finalmente in vetta |
Arriviamo ai laghi di Ercavallo, con il |
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La discesa segue lo stesso percorso di salita fino al punto della deviazione, dove anzichè tornare verso il rifugio giriamo a destra; da qui risaliamo per comodo sentiero fino al primo lago di Ercavallo (che è anche il più grande), poco sopra i 2600 metri di quota. L'ambiente, complice la bella giornata, è davvero splendido: la conca di Ercavallo ospita diversi laghetti, noi risaliamo un paio di balze e ne vistiamo anche un altro paio, ma ce ne sono altri più in alto. Qui siamo sul versante sud del Corno dei 3 Signori, cima che chiude la parte meridionale del Parco dello Stelvio; il Corno supera i 3300 metri, e fa abbastanza impressione constatare la totale assenza di neve, anche a queste quote. Dopo una breve sosta ci incamminiamo per il ritorno; evitiamo però di allungare per il passo delle Graole e scendiamo direttamente per il sentiero contrassegnato dal segnavia 59, abbastanza ripido e a tornanti ma sempre ben tracciato, che nel giro di due ore abbondanti riconduce a Case di Viso. |