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Ecomuseo di Niguarda Vecchi e nuovi legami Abbiamo voluto dedicare una sezione a se stante dove cercheremo di decifrare questo "UFO" apparso da un po' di tempo a Niguarda con il nome di "Ecomuseo Urbano". L'iniziativa a livello cittadino parte proprio da Niguarda con l'idea poi di espandersi anche in altri quartieri. La scelta di Niguarda per iniziare questo esperimento non è casuale in quanto Niguarda vista dall'esterno sembra mantenere una forte identità. Dai primi incontri per creare la Mappa della Comunità è emerso però il rammarico, soprattutto da parte dei niguardesi di vecchia data, per la perdita di quel senso di comunità che una volta era ben presente nel nostro quartiere. Questa sensazione, pur abbastanza comune nei niguardesi, non è riscontrabile arrivando da fuori quartiere in quanto si ha spesso l'impressione opposta, perchè si vedono qui sopravvivere un senso di comunità e i legami sociali ormai scomparsi nella maggior parte della città metropolitana. Perchè allora questo senso di rammarico da parte dei niguardesi ? Sicuramente la risposta è legata alla storia del quartiere: comune autonomo fino al 1923, con un forte spirito di comunità (anche se fortemente polarizzato politicamente) tipico dei paesi e sopravissuto intatto fino al primo dopoguerra, questo spirito è rimasto, seppur in calo, percepibile fino agli anni '70 del secolo scorso, ed ha permesso di creare delle proposte concrete per risolvere i problemi della comunità locale. Cosa nel frattempo ha alterato questo vecchio equilibrio ? Sicuramente ha inciso l'esplosione urbanistica di Milano degli anni '60 e l'aumento di popolazione di Niguarda, con la "diluizione" dei vecchi legami presenti. Dove prima c'era una visione locale, per così dire "niguardocentrica" in cui la socializzazione avveniva nel centro del "paese" (cioè in piazza della chiesa), si è poi passati ad una realtà più "milanocentrica", dove Niguarda ha perso la sua funzione di centro di aggregazione ed è diventato semplicemente un quartiere periferico. Ormai manca un vero centro a Niguarda e anche via Ornato, che ha supplito per decenni a questa funzione, ormai sta perdendo capacità attrattiva anche per una chiara decadenza delle attività commerciali. Altro fattore che ha indebolito (non solo a Niguarda) i legami sociali è l'esplosione e l'invadenza della televisione che ha portato le persone a rinchiudersi in casa, quando prima invece si ritrovava nelle tante osterie presenti, nei circoli o in parrocchia. Inoltre con il cambiamento delle circoscrizioni milanesi (avvenuto nel 1999) e con l'allargamento della Zona 9 Niguarda è stata "inglobata" in un' entità più ampia, e questo non aiuta certo ad avere più attenzione verso il mondo e gli interessi locali. Nonostante tutto però su Niguarda non è calato il vuoto e rimangono presenti molteplici associazioni, anche se ormai polarizzate verso tematiche specifiche; ma spesso queste associazioni (soprattutto le più recenti) rimangono scollegate tra di loro senza riuscire a fare "rete", con il risultato che molte fanno fatica a coinvolgere la popolazione locale, e a volte addirittura a farsi conoscere. Tutto ciò ci porta a pensare che l' obbiettivo dell' Ecomuseo potrebbe partire da quello "minimale" di far conoscere ai giovani ,così come ai nuovi niguardesi, i legami che esistevano a Niguarda solo fino a pochi decenni fa, per poi evolvere progressivamente verso un obbiettivo di più ampio respiro, che faccia prendere in mano ai niguardesi stessi l' analisi dei problemi locali e li renda capaci individuarne e promuoverne le soluzioni; magari iniziando con piccole azioni: la costituzione di un comitato di associazioni di Niguarda, la realizzazione di alcuni “segni” sul territorio che testimoniano il lavoro di ricerca condivisa fatto dal gruppo di promozione dell’ecomuseo sulla storia del quartiere, o appuntamenti ricorrenti che favoriscono l’attenzione e la partecipazione di tutti su questi temi.
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