New Orleans e la Florida: Arrivati a Salt Lake City lasciamo il camper e prendiamo immediatamente l' aereo per New Orleans, la citta' del jazz; nel giro di qualche ora cambiamo completamente ambiente: dall' arido e desolato ovest passiamo al sud caldo e umido, bagnato dal Mississippi. Passiamo la nottata in aeroporto, a causa dell' orario di arrivo non proprio ideale (atterriamo dopo la mezzanotte, e non abbiamo nessun albergo prenotato ad attenderci); non dormiamo granche' sulle "comodissime" sedie delle sale d' attesa e il giorno dopo, di buon mattino, ci cerchiamo una sistemazione. Troviamo un bell' albergo in stile europeo e ci concediamo un po' di salutare relax. La citta' e' piacevole, ha mantenuto, perlomeno nel vecchio quartiere francese dove siamo alloggiati, quelle caratteristiche europee che la rendono piu' "umana" rispetto alle metropoli americane: per un paio di giorni ci godiamo la rilassante atmosfera del sud, bighellonando tra i locali di musica jazz e il mercatino del quartiere francese, e visitiamo un interessante quartiere di ville coloniali, a breve distanza dal centro cittadino.  Lasciando New Orleans ci dirigiamo in Florida, che insieme alla California e' lo stato americano "balneare" per eccellenza. Atterriamo a Orlando: la citta' non offre granche', per cui facciamo un salto a visitare la vicina DisneyWorld, mecca del divertimento a stelle e strisce.

Battelli fluviali ormeggiati sulle rive del Mississippi, nel porto di New Orleans

 

Case coloniali in stile europeo nel "quartiere francese" di New Orleans, il cuore mondano della citta' ricco di bar e locali jazz, dove si respira l' aria rilassata degli stati del sud.

 

Disneyworld e' sterminata, ed e' divisa in parchi a tema; visto che visitare tutto in un giorno pressoch impossibile, decidiamo di dedicarci al parco di "Epcot", che ne rappresenta la sezione "tecnologico-futuribile" : interessante, ma niente di piu'.
Bettu'  pero' non ci sta e vuole a tutti costi vedere la Disneyworld "vera", quella di Topolino e dei castelli delle fiabe, con annessi venditori di zucchero filato e bidoni di pop-corn; quindi ci dividiamo per ritrovarci solo a fine giornata. 

 

L' autore del racconto (allora ancora giovane !!) al cospetto dell' imponente "Saturn V", il vettore delle missioni lunari "Apollo", al Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida

 L' ultima settimana del nostro viaggio e' all' insegna del mare e del relax: affittiamo un bel macchinone americano classico, una cadillac lunga un sacco di metri, con motore 5000 di cilindrata ma velocita' massima limitata a 130 km/h, cosa abbastanza utile visto che da queste parti la polizia e' piuttosto cattiva. Dato che siamo in Florida pero' non possiamo esimerci da una visita ad un altro classico del "sogno americano" : il "Kennedy Space Center", a Cape Canaveral, patria della Nasa e dell' esplorazione spaziale; qui, a fianco degli immancabili gadgets e centri commerciali in tema, visitiamo diversi settori interessanti, dove e' possibile ripercorrere le tappe principali dell' avventura spaziale, dallo sbarco sulla luna alla tragedia del Challenger.

 

 Il giorno successivo facciamo tappa a Miami, per la gioia di Bettu' che finalmente puo' ammirare dal vero la celebre "Miami beach" di tanti telefilm "made in USA" (a dir la verita' e' un po' una delusione, una specie di spiaggione tipo Rimini con grattacieli a vista). A Miami ci fermiamo un paio di giorni, dopodiche' facciamo rotta ancora verso sud; nella Cadillac ci si sta comodi anche in 5, bagagli compresi, e il viaggio e' piacevole.
Ci dirigiamo verso l' assolata costellazione di isole all' estremo sud dello stato, le "florida keys", ideale prosucuzione del continente verso il Golfo del Messico. Prima pero' facciamo una tappa "naturalistica", e andiamo a vedere il parco delle "Everglades", caratterizzato da  zone umide con fitta vegetazione, mangrovie, coccodrilli e zanzare;  alloggiamo in un motel a Flamingo, un avamposto all' interno del parco, e tanto per dare un' idea dell' ambiente, il pomeriggio ci concediamo un tuffo in piscina, notando che la medesima e' avvolta da un'  unica, gigantesca zanzariera.... Le isole sono collegate spesso da lunghi ponti, e senza la necessita' di usare traghetti raggiungiamo Key West, all' estremita' dell' arcipelago, dove finalmente ci concediamo un po' di spiaggia e di relax, e un po' di divertimento notturno nell' isola che fu cara a Hemingway.

Dopo questa parentesi  balneare, che permette a Bettu' e Stefano di arrostirsi a dovere al sole e di tornare debitamente abbronzati (non ho ancora capito come abbiano fatto a non scottarsi), rientriamo verso Miami; da Fort Lauderdale prendiamo un volo interno che ci riporta a New York, aeroporto LaGuardia, e dopo un ultimo saluto alla Grande Mela ci imbarchiamo per l' Italia.

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